IDEARE IL VERDE di Mabilia Giorgio
IDEARE IL VERDE  di Mabilia Giorgio

Lavori autunnali del tappeto erboso

 

 

 

Arriva la primavera

La primavera è in arrivo. Gradualmente sale da sud verso nord della penisola, ed entro fine Marzo tutti i prati d’Italia sono pronti a ripartire. In questo periodo è opportuno intervenire con alcune semplici operazioni per garantire al nostro prato l'aspetto estetico e la resistenza desiderati per il resto della stagione. I tappeti erbosi che sono stati concimati durante l'autunno, spesso mostrano una ripresa vegetativa più veloce in primavera mentre, per quei prati che non hanno ricevuto concimazioni nell’Autunno-Inverno appena terminati, sarà necessaria la somministrazione di azoto in marzo/aprile. In queste primissime concimazioni dell’anno, è bene utilizzare concimi che abbiano una frazione a pronto effetto unita ad una frazione a rilascio controllato (o lento rilascio).

Taglio del tappeto

Non appena le temperature cominciano a salire ed il prato cresce più rapidamente, è opportuno intervenire con un taglio settimanale ad una altezza di circa 7-10 cm. La frequenza dei tagli previene i danni da scalping e contribuisce ad evitare di infrangere la regola di non asportare mai più di 1/3 della lunghezza della lamina fogliare. I residui di taglio che sono inferiori a 1-1.5 cm di lunghezza possono essere lasciati sul tappeto (mulching) e non hanno bisogno di essere rimossi, rappresentando una importante fonte di azoto per il prato.

Controllo delle infestanti

Successivamente alla ripresa vegetativa e dopo aver effettuato almeno due tagli, si procede a valutare il livello di infestazione di specie a foglia larga. Solo allora sarà il caso di intervenire con gli appositi diserbanti “ormonici” (dicamba, mecoprop, clopiralid, ecc.).

Irrigazione

Importante nella cura del prato in primavera è quello di non iniziare ad irrigare troppo presto. E' consigliabile aspettare fino a quando non sono presenti sintomi evidenti di appassimento prima di avviare un programma di irrigazione. Lo stress idrico induce le piante del tappeto erboso ad approfondire l'apparato radicale nel tentativo di auto-approvvigionarsi di acqua, rendendo il prato più resistente ai periodi siccitosi estivi. Irrigare quando non sono ancora comparsi i sintomi di stress idrico significa andare incontro a sprechi di acqua. La gestione appropriata dell'acqua prevede irrigazioni profonde e infrequenti, anche per i tappeti erbosi di microterme, che solitamente necessitano di circa 25 mm di acqua a settimana, distribuiti in uno o due interventi

Come eseguire la trasemina

La trasemina (rigenerazione) dei prati di microterme
La pratica della trasemina consiste semplicemente nella distribuzione di semi su un prato esistente. Sapere come farlo correttamente è la chiave del successo. Per quanto riguarda le specie microterme come Festuca, loietto e Poa, l’obiettivo è quello della rigenerazione del tappeto danneggiato o diradato a causa delle estati particolarmente calde e siccitose. L’autunno è pertanto il periodo più indicato per le trasemine per numerose ragioni: le piogge autunnali e l’umidità del suolo sono generalmente preferibili in questa fase, si riduce la competizione di infestanti estive molto comuni come DigitariaSetaria, Eleusine e gramigna, le temperature del suolo sono ancora elevate in questo periodo dell’anno, condizione necessaria per la germinazione dei semi, mentre la temperatura dell’aria più fresca è ottimale per la crescita delle piante.
E’ buona norma effettuare preliminarmente uno sfeltrimento leggero ed un taglio, abbassando l’altezza di taglio ad almeno 2 cm, in modo da consentire un migliore funzionamento degli organi delle macchine da trasemina. Dopodiché è consigliabile la semina meccanizzata con macchine a dischi (tipo Redexim Overseeder, che lavorano quindi infilando i semi in piccoli solchi) oppure a punte (tipo Redexim SpeedSeed, che lavorano infilando i semi in piccolissimi fori). La dose di semina in rigenerazione varia a seconda dello stato del tappeto erboso da rigenerare e può essere compresa tra i 10-30 g/m2. La specie principe da trasemina è da sempre il loietto perenne, rigorosamente in blend da scegliere tra quelli prodotti da ditte sementiere di comprovata affidabilità, ma ovviamente un prato di festuca dovrà essere traseminato preferibilmente con festuca (alla stessa dose), ed un prato di poa con poa stessa (alla dose di 5-10 g/m2).
Qualsiasi metodo si scelga per realizzare una trasemina, è opportuno anche distribuire alla semina un fertilizzante granulare “starter” (ad alto titolo di fosforo), e rifinire il lavoro con un velo di sabbia silicea lavata stesa nel modo più uniforme possibile.

La trasemina  (rigenerazione) delle macroterme

 

Le specie macroterme sono caratterizzate da una abbondante produzione di rizomi e stoloni ed in questo momento sono alla fine del loro stadio vegetativo più vigoroso. Pertanto gli interventi di trasemina sono generalmente più vigorosi che per le microterme e prevedono:


a) uno “scalping” a 0.0-0.5 cm con rimozione di tutta la parte verde;

b) un verticut energico per eliminare il feltro e per diradare lo strato di stoloni e rizomi;

c) una trasemina meccanizzata (a dischi, o a lame tipo Redexim Vertiseeder);

d) una concimazione “starter” con dosi uguali a sopra; e) una sabbiatura leggera come sopra.


La dose di semina però, proprio a causa della forte competizione operata dalle macroterme non ancora completamente dormienti in questo periodo, deve essere incrementata ad almeno 70-80 g/m2 (con punte anche di 100 g/m2).
In ambedue i casi (microterme e macroterme) si consiglia poi di far seguire un regime irriguo di almeno 3-4 irrigazioni al giorno fino a emergenza (5 L/m2 ad intervento), per poi abbassare la frequenza a 1 intervento al giorno durante le due settimane successive all’emergenza, ed infine portare il prato al normale regime irriguo seguito generalmente durante gli inverni.

Feltro asportato dal prato

Galleria fotografica posa tappeto in rotoli

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